sabato 26 settembre 2015
La Russia sta già combattendo. La Cina non sta a guardare.
A differenza dei proclami i marines russi hanno già iniziato a combattere in Syria, il primo impegno è quello di proteggere Damasco, essenziale a questo fine è riprendere Aleppo, la seconda città siriana, e assicurare la strada di collegamento tra le due città.
Così la brigata dei marines russi 810 ha iniziato i combattimenti il giorno 24 di Settembre assieme alle forze speciali degli Hizbollah e dell'esercito di Assad per riprendere l'aeroporto militare di Aleppo (Kweiris).
Le forze dell'ISIS che difendono questa base militare sono capitanate dai ceceni, gli stessi che rappresentano il terrorismo islamico nei confini nazionali russi migrati in Syria per combattere un paio di anni fa.
Pechino non resta a guardare, e ha già scelto di schierarsi con i Russi. C'era da aspettarselo visto i rapporti commerciali solidi instaurati negli ultimi anni con Mosca, che rappresenta infatti il maggior fornitore di greggio.
La Cina ha infatti inviato una portaerei che già ormeggia nel porto siriano di Tartus. Obama ha salutato l'ingresso della Cina sullo scacchiere benevolmente, infatti vige tra i due Paesi un trattato di amicizia in cui le due marine si spalleggiano nel Pacifico. La Cina balla quindi contemporaneamente a due matrimoni, come direbbero gli inglesi; ma di questo c'è poco da stupirsi visto che in Syria sono accorsi nelle fila dell'ISIS gli Uyguri cinesi, provenienti dalla provincia dell' Xingian nell'estermo ovest del Paese, questi rappresentano i terroristi islamici cinesi secondo Pechino.
Le soluzioni americane e russe sono opposte per quanto riguarda il destino di Assad, vedremo al momento giusto se la Cina si schiererà o meno.
