Più di due settimane fa Putin ha offerto a Netanyahu di proteggere militarmente e di investire una decina di milioni di dollari nel pozzo di Gas israeliano di Leviathan nel Mediterraneo. L'idea di fondo è di costruire un gasdotto che attraverso la Turchia serva a vendere il gas all'Europa.
Il contesto di fondo è il ruolo chiave che Mosca sta rivestendo nelle forniture di Gas all'Europa, che dà a Putin un asset strategico fortissimo.
Putin vuole mantenere lo status quo mentre l'Europa vorrebbe un'alternativa altrettanto capace ai gasdotti Russi.
In questo quadro geopolitico L'Eni ha scoperto il più grande giacimento di gas del Mediterraneo in acque Egiziane, che dà all'Italia l'esclusiva dell'estrazione e all'Egitto la priorità dell'approvvigionamento.
Il giorno 30 di Agosto infatti Netanyahu e Renzi hanno discusso della proposta Russa, in virtù dei buoni rapporti che l'Italia ha sempre avuto sia con Israele (grazie alla politica della moglie americana e del l'amante araba) che con la Russia (grazie a Berlusconi).
La forte militarizzazione Russa del Mediterraneo Orientale dell'ultimo mese ha fortemente cambiato le prospettive della regione.
Israele infatti ha convenienza militare che la Russia protegga i suoi pozzi perché questo metterebbe fuori gioco i suoi acerrimi nemici di Libano e Iran che difficilmente attaccherebbero un pozzo con militari Russi.
Israele ha anche convenienza economica perché difficilmente degli investitori stranieri metterebbero decine di milioni di dollari per lo sviluppo di un pozzo in un'area militarizzata da Mosca.
Netanyahu cammina però sulle uova visto che Washington gioca un ruolo chiave nella sopravvivenza di Israele, soprattutto per quanto riguarda la capacità militare.
Per quanto riguarda l'Italia la partita non è chiara, sicuramente il riacutizzarsi della tensione tra US e Russia riporta il nostro Paese in ballo come prima della caduta del muro di Berlino. Ma i vantaggi di favorire la Russia piuttosto che gli US+Europa o viceversa non sono così palesi. Questo perché in Italia a volte gli interessi personali sono venuti prima di quelli nazionali; inoltre perché Renzi ora possiede uno strumento di leva con l'Europa e bisognerà vedere come intende spenderlo sempre tenendo conto della conflittuale politica nazionale italiana.